Olio d’oliva: origini e storia dell’“oro verde”

03/02/2018

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L’olio d’oliva è un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo, grazie al suo clima mediterraneo, un prodotto che ha numerose proprietà benefiche che lo rendono un elemento fondamentale per un’alimentazione sana ed equilibrata. Ma, viste le tantissime qualità e marche che si possono trovare in qualsiasi supermercato italiano, è bene avere qualche informazione in più, per fare una scelta consapevole e conoscere fino in fondo quello che si sta mangiando.

Le origini dell’olio d’oliva
Fin dall’antichità l’uomo e l’olivo hanno legami molto stretti: sono tante le testimonianze che possiamo trovare in manoscritti più o meno antichi. L’origine della pianta di olivo è da fare risalire alla zona del Mediterraneo Orientale. Le tracce più antiche sono state trovate in Israele, e più precisamente ad Haifa, e sono fatte risalire al V millennio a.C. Le prime tecniche di produzione e conservazione dell’olio d’oliva – rigorosamente extravergine – sono opera dei greci e dei romani: tecniche che per secoli rimasero invariate. La stessa diffusione della pianta si deve principalmente proprio a questi due popoli che, nel corso delle espansioni dei loro imperi, esportarono la pianta tanto amata. In questo modo l’ulivo arrivò in molti Paesi europei, Francia e Spagna in testa. Nelle regioni dal clima più mediterraneo la pianta trovò terreno fertile, tanto da diventare una parte integrante del paesaggio e produzione tipica del territorio, fino ai giorni nostri.

Olio d'oliva, dalla raccolta al prodotto finito
Durante la fase di maturazione le olive tendono ad aumentare gradualmente il loro contenuto di olio, riducendo allo stesso tempo il loro contenuto di acqua. La stagione del raccolto inizia a metà ottobre anche se ogni Regione segue un suo calendario, che si modifica in base alla varietà presente sulla pianta (la raccolta delle varietà a lenta maturazione termina solo a metà gennaio). Le tecniche utilizzate per la raccolta sono diverse: alcuni produttori raccolgono le olive a mano, altri percuotono i rami, lasciando cadere i frutti su teli stesi sul terreno. Una volta raccolte le olive devono essere setacciate, lavate, frantumate e infine spremute (meglio se a freddo, in modo che l’olio non si surriscaldi perdendo così nutrienti e cambiando sapore).

Conoscere l'olio d'oliva: la classificazione
Oramai negli scaffali di tutti i supermercati si trovano decine di olio extravergine di oliva, di varie marche e provenienti da frantoi sparsi per tutta Italia (e non solo). Ma quando un olio è veramente extravergine? Innanzitutto bisogna precisare che un olio è “vergine” quando viene ottenuto da una sola frantumazione dell’oliva e dalla conseguente estrazione dell’olio contenuto tramite un’azione meccanica, così da non causare alterazioni del prodotto. Il passaggio successivo è rappresentato dall’olio extravergine, che ha ulteriori caratteristiche specifiche, molto tecniche, tra cui il grado di “acidità libera” – espressa in acido oleico – non superiore a 0,8 grammi per 100 grammi. Ma soprattutto deve essere spremuto a freddo! Qualsiasi altra tecnica di spremitura altera i valori – sia organolettici che di proprietà benefiche – dell’olio, quindi fate attenzione!

L'olio d'oliva fa bene!
Le teorie sui benefici dell’olio d’oliva per la salute si sprecano fin dall’antichità, ma è solo nell’ultimo secolo che la scienza ha confermato queste tesi. Innanzitutto è ricco di grassi insaturi, che favoriscono l’eliminazione del colesterolo, diminuendo le possibilità di ictus, infarto e aterosclerosi. In più, grazie all’elevata quantità di vitamina E, polifenoli, fitosteroli, clorofille e carotenoidi, l’olio è in grado di rallentare l’azione dei radicali liberi, rendendolo un vero e proprio “Elisir di eterna giovinezza”! Alcune recenti ricerche hanno dimostrato perfino che un consumo abituale di olio d’oliva previene la formazione di tumori al colon e alla mammella.

Come conservarlo al meglio
Così come avviene con il vino anche l’olio deve essere conservato con cura: l’ideale sono le bottiglie di vetro scuro, che lo proteggono dalla luce solare. Dato che una volta aperta la bottiglia inizia il processo di ossidazione è bene consumarlo il più rapidamente possibile (mantenendolo sempre in un luogo asciutto, buio e fresco).